Skip links

Car sharing ed e-mobility per la fase 2


Tutti stiamo attendendo con ansia la fine della quarantena, ma con l’inizio della Fase 2 come dovremo affrontare gli spostamenti, specialmente quelli casa-lavoro? Il rischio è che, con gli accessi scaglionati sui mezzi pubblici per mantenere le distanze, le persone si vedano costrette ad utilizzare l’auto, aumentando notevolmente traffico e inquinamento. Quest’ultimo, come ipotizzato da diversi studi, andrebbe ad indebolire i polmoni delle persone, con il rischio di rendere ancor più pericoloso il virus.

Car sharing ed e-mobility per la fase 2.

Legambiente, lo scorso 15 Aprile, ha presentato ai sindaci italiani un piano in cinque punti per riorganizzare la mobilità delle città dal 4 maggio.

  • Rendere sicuro l’utilizzo dei mezzi pubblici, cercando di evitare gli affollamenti con controlli e tornelli, aumentando il livello di sanificazione e ripensando gli orari.

 

  • Realizzare piste ciclabili provvisorie per incentivare l’uso della bicicletta. “La bici è il mezzo che permette il migliore distanziamento – scrive Legambiente –: per cui è ora il momento di realizzare percorsi ciclabili temporanei (con segnaletica orizzontale e verticale) lungo gli assi prioritari e le tratte più frequentate, riservando lo spazio per poi dotarli di protezioni e passaggi esclusivi mirando a trasformarli nei mesi successivi in vere ciclabili. È la soluzione che stanno praticando già diverse città del mondo.

 

  • Rafforzare car sharing ed e-mobility, per offrire un’alternativa efficiente all’auto privata e ai mezzi pubblici. Inoltre le auto elettriche, le e-bike, gli scooter e i monopattini elettrici contribuirebbero a mantenere al minimo il livello di inquinamento atmosferico. “Serviranno risorse – prosegue Legambiente -, ma il servizio potrà avere grande successo e in parte ripagarsi. In ogni caso saranno soldi ben spesi quelli per potenziare il servizio (con controllo, sanificazione e ridistribuzione dei mezzi nelle diverse ore e luoghi della città) perché avremo offerto mobilità sostenibile a buon mercato a milioni di cittadini.”

 

  • Aiutare i cittadini a rottamare l’auto e scegliere la mobilità sostenibile:
    “Qui i Sindaci devono farsi sentire, perché le risorse ci sono! Cosa aspetta il Ministero dell’Ambiente a mettere a disposizione i fondi per “Programma Buoni di mobilità” previsti dal decreto Clima approvato a dicembre scorso? Sono previsti 75 milioni per il 2020 e 180 milioni di euro per le annualità successive. Si tratta di 1.500 euro alle famiglie che rottamano una vecchia auto che non può più circolare (Euro3 o più inquinante) oppure 500 euro per un vecchio ciclomotore, per acquistare abbonamenti, e-bike e sharing mobility. Si potrebbe così subito dimezzare la spesa media per i trasporti per 250 mila famiglie italiane (3.500 euro all’anno secondo l’Istat).”

 

  • Agevolazioni per lo smart working, che riduce di molto il traffico quotidiano dei pendolari.
    “Serviranno risorse, ma soprattutto idee nuove e andrà coinvolto il Governo, ma esistono tutte le possibilità per premiare con vantaggi fiscali sia le aziende che i lavoratori che decideranno di puntare su soluzioni innovative di smart working e mobility management di comunità.” – conclude Legambiente.
Return to top of page
CONTATTACI
800978833 Scrivici