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Peugeot 205 T16 Grand Raid – La regina del deserto


La nascita della Grand Ride Francese

Gli anni ottanta furono un periodo di assoluto predominio nelle corse automobilistiche per Peugeot, che dopo la decisione della FIA di abolire il famoso Gruppo B nel 1986, decise di non vanificare il progetto vincente della 205 T16.
Il reparto corse, capitanato da Jean Todt, scelse quindi di apportare sostanziali modifiche al progetto dell’auto per partecipare alla durissima Parigi-Dakar. Quell’idea diede vita all’auto che ancora oggi è ricordata come “la regina del deserto”.

Peugeot 205 T16 Grand Raid – La regina del deserto

La Parigi-Dakar è un’interminabile cavalcata che all’epoca si teneva nel Sahara più profondo; bussola e cartine erano le uniche guide dei piloti, poiché GPS e navigatori satellitari non esistevano ancora e le comunicazioni radio, soprattutto in Algeria, erano vietate per ragioni militari.

Per affrontare questa traversata la Peugeot 205 T16 venne pesantemente trasformata. Le modifiche principali riguardarono il motore e il telaio, con lo scopo di  garantire una maggiore affidabilità della meccanica. Al motore venne montata una nuova iniezione Magneti Marelli e la potenza venne diminuita a “soli” 380 CV. Il telaio fu profondamente rivisto:  il passo fu aumentato di 33 cm e la lunghezza complessiva di 34 cm per garantire una maggiore stabilità sulle dune. La maggiore lunghezza permise anche di aumentare la capacità dei serbatoi del carburante, arrivando a 400 L contro i 110-190 L delle versioni precedenti.

1987 – Subito vincente

La neonata 205 T16 Grand Raid venne affidata ad Ari Vatanen, campione del mondo Rally 1981. Il pilota finlandese era dotato di grande talento e vantava una notevole esperienza su neve e fango, ma era stato dato per finito dopo un grave incidente subito nel 1985.
Vatanen, invece, si dimostrò fin da subito invincibile tra le dune del deserto Africano. Dopo 22 giorni, 18 tappe e 8.315 km percorsi (13.000 considerando anche i trasferimenti), il finlandese tagliò per primo il traguardo. Si racconta che, una volta arrivato alle spiagge di Dakar e dopo aver spento il motore, il freddo e compassato Ari Vatanen scoppiò in lacrime per la felicità.

Peugeot riuscì così nell’impresa di vincere la durissima traversata desertica con un’auto debuttante e scrisse una capitolo indelebile nella storia della Dakar.

1988 – Una vittoria inaspettata

L’anno seguente Peugeot non riponeva più grandi speranze di vittoria sulla 205 Grand Raid. Per bissare il successo del 1987, infatti, fu sviluppata la nuova 405 T16 Grand Raid, lasciando alla 205 GR il ruolo di comprimaria. La nuova arrivata della casa Francese si dimostrò subito velocissima nelle mani del campione in carica Vatanen ma fu durante una notte di bivacco a Bamako che tutto cambiò improvvisamente: la 405, che si trovava in testa alla carovana, venne incredibilmente rubata. Il mattino seguente, dopo ore di frenetiche ricerche, l’auto venne ritrovata ma non riuscì a raggiungere in tempo la partenza della tappa, venendo così squalificata.

Un avvenimento così folle e imprevedibile permise alla piccola 205 T16, affidata alle mani del pilota finnico Juha Kankkunen, di bissare la vittoria dell’anno precedente e di entrare di diritto nell’olimpo delle auto da Grand Raid. La mitica 205 gialla del Leone resta tutt’ora, a più di tren’anni di distanza, una delle auto “Dakariane” più famose e acclamate di tutti i tempi.

FONTE Peugeot Heritage Blog

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