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Peugeot 405 Turbo 16


La Genesi del progetto 405 Turbo 16

Il 1986 fu un anno di grandi cambiamenti nel mondo dei rally: le vetture sempre più estreme stavano portando la categoria ad un livello di pericolosità eccessivo per piloti, navigatori e spettatori. A seguito della soppressione del Gruppo B e della prematura interruzione dello sviluppo dei prototipi Gruppo S, Peugeot era freneticamente alla ricerca di altre competizioni per continuare la propria striscia di incredibili successi. La 205 Turbo 16 era un’auto da rally formidabile ma il team di ingegneri Peugeot avevano sempre individuato nel passo corto che la caratterizzava un limite invalicabile per lo sviluppo dell’auto nel suo complesso. Queste difficoltà portarono all’abbandono della 205 in luogo di una vettura più grande e flessibile: la 405 Turbo 16.

La Tecnica

Rispetto alla versione Grand Raid della 205, la nuova 405 T16 GR ricevette ulteriori miglioramenti al motore T16 da 1,9 litri, che venne dotato di nuove tecnologie come la fasatura variabile delle valvole e di un turbocompressore Garrett a geometria variabile. Nonostante queste notevoli modifiche, il motore aumentò la sua potenza di soli 40 CV, passando da 360 a 400 CV. Il 1,9 turbo era certamente in grado di sprigionare molti più cavalli ma i tecnici di Peugeot, in vista della partecipazione alla Parigi-Dakar, decisero di non spremerlo eccessivamente per via della scarsa qualità dei carburanti africani dell’epoca. Altre differenze degne di nota furono l’aumento della capacità del serbatoio (da 350 a 435 litri) e la riduzione del peso di circa 60 kg, che permise alla 405 T16 di fermare l’ago della bilancia a soli 880 Kg.

Il dominio a Dakar

Per la Parigi-Dakar del 1988, il Team Principal Jean Todt decise di schierare ben 4 vetture: due nuove 405 T16 e due 205 T16 in qualità di comprimarie. Peugeot puntò fortemente sulle 405, poiché il modello di serie era in fase di lancio e il suo trionfo in gara avrebbe avuto un ritorno commerciale importante. Per assicurarsi il trionfo, quindi, l’auto fu affidata alle mani esperte del campione in carica Ari Vatanen.

Il finlandese si dimostrò velocissimo alla guida dalla nuova 405 e dopo le prime tappe si trovò in testa alla carovana, con un ampio vantaggio. Fu però durante una notte di bivacco a Bamako, capitale del Mali, che tutto cambiò incredibilmente: l’auto di Vatanen infatti venne misteriosamente rubata e trattenuta per riscatto. Il mattino seguente, dopo frenetiche ricerche, l’auto venne recuperata ma non riuscì a raggiungere in tempo la partenza della tappa, venendo così squalificata. L’altra 405 T16, guidata da Henri Pescarolo, terminò solo al 18 ° posto, nonostante le vittorie in tre tappe. Peugeot riuscì comunque a trionfare grazie all’incredibile prova di Juha Kankkunen, alla guida della “vecchia” 205 T16.

Per le edizioni del 1989 e del 1990 della Parigi-Dakar, Peugeot rinnovò il duo 405/205 T16, ma questa volta la priorità fu data ancora più rigorosamente alle 405. La fiducia di Jean Todt nella nuova auto fu ampiamente ripagata, poiché entrambe le edizioni furono dominate dalle 405 T16 di Ari Vatanen e Bruno Berglund. Questi straordinari successi iscrissero ancora una volta Peugeot nei libri di storia del motorsport come primo produttore a trionfare per 4 vittorie consecutive alla Parigi-Dakar.

Dopo la corsa del 1990, Peugeot decise di ritirare ufficialmente le 205 e le 405 T16 dalla competizione per concentrarsi sullo sviluppo del prototipo da corsa 905 nel Campionato mondiale endurance.

La conquista della Pikes Peak

Nel 1988 il Team Peugeot Sport decise di tentare il successo nella cronoscalata più famosa e dura al mondo: la Pikes Peak International Hill climb nello stato americano del Colorado. La 405 venne profondamente modificata nell’aerodinamica, con l’aggiunta di numerose appendici e di un enorme alettone posteriore, studiati per aggiungere un notevole carico ed aumentare la stabilità della vettura sui tornanti, da affrontare a velocità altissime. Anche il 1,9 Turbo venne pesantemente modificato fino a 600 CV e, coadiuvato da un peso di soli 880 Kg e da un sofisticato sistema a 4 ruote sterzanti, garantiva all’auto prestazioni incredibili.

La vettura venne affidata nuovamente ad Ari Vatanen, il quale grazie ad una guida al limite del sovrumano riuscì non solo a trionfare, ma anche a stabilire il nuovo record del tracciato. L’anno successivo la 405 riuscì addirittura a bissare il successo nella Pikes Peak con il pilota statunitense Bobby Unser.

La Peugeot 405 Turbo 16 rimane sicuramente una delle auto da Rally più vincenti e famose di tutti i tempi, ma è divenuta leggenda grazie al video onboard di Vatanen alla Pikes Peak del 1988. 11 minuti di guida estrema, di tornanti pennellati e curvoni sterrati, con strapiombi da brivido a bordo strada, affrontati a oltre 200 Km/h. Guardare per credere!

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